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sabato 12 agosto 2017

Giardino

Dal balcone della camera da letto dei miei genitori si intavvede un mini giardino, da cui si accede per un lungo balcone dalla cucina. 

Una simil camelia,  una rosa che mamma cura con amore,  senza che questa si decida a contraccambiarla come dovrebbe, un ultra 50enne rigoglioso oleandro, alcuni vasi con piantine varie, una ortensia, tanti sassolini e ora pure tante erbacce, perchè d'estate si va in villeggiatura e lo si cura meno. 

Non offre nulla di speciale, ma io lo adoro.
Ci abbiamo giocato centinaia di volte da bambine, preso foglie di alloro da portare a mamma per l'arrosto, piantato semi di mela attendendo alberi mai spuntati, raccolto strani  "asparagi" (come li chiamavamo noi),  che poi sminuzzavamo per succulente prelibatezze per i nostri giochi. 
Li' ho studiato per gli esami di terza media e maturita', varie volte vi ho preso qualche ora di sole, letto il giornale e bevuto il caffe' in relax. 
Tante volte ci sono transitata solo per raccogliere foglie secche, tagliare rami, sognare ad occhi aperti. 

La nostalgia delle cose belle non va mai in vacanza.


martedì 18 luglio 2017

ROUTINE, FORSE

Anche quella settimana di settembre era stata davvero impegnativa: telefono e cellulare che squillavano ripetutamente, incontri con clienti e fornitori, il caldo ancora soffocante e la città che si stava svegliando un po' troppo rapidamente dal suo torpore estivo. Gli sembrava che i benefici di quella meravigliosa vacanza in Grecia, dove il sole, il mare ed il vento erano stati i compagni più graditi, fossero un ricordo lontano. Eppure era tornato in città da soli 15 giorni.

A volte preferiva la routine, il suo regolare procedere, tra scadenze, molteplici incombenze e brevi pause, piuttosto che quelle lunghe vacanze, che lo obbligavano,  sia prima, che dopo, ad orari estenuanti di lavoro, per recuperare i giorni di svago. Riprendere i ritmi gli costava sempre tanta fatica, talvolta gli nuoceva addirittura all'umore, solitamente cordiale e scherzoso. 
A dirla tutta gli sembrava che ogni anno le cose diventassero peggiori del precedente:  passare dalla pace di un mese di vacanza, alla ripresa della realtà, che gli avrebbe fatto compagnia per gli altri 11 mesi, era davvero sempre più pesante.
Qualcosa di buono, però, in quella settimana se lo aspettava: venerdì si sarebbero rincontrati e certamente sarebbe riuscito a vedere le cose sotto un profilo migliore.

"Prima di venerdì vorrei andare dal parrucchiere e dall'estetista e studiare l'abbigliamento giusto. Chissà se gli piacerò col vestito nero, l'ho acquistato pensando a lui."

"Ok, ho preso le pratiche da portare a casa per il week end, tablet, cellulare, chiavi, ho tutto. Pure un gran mal di testa. Ma vado. Vado da lei, al 5° piano di quella vecchia casa del centro storico, con la faticosa scala di ardesia, dagli alti e sconnessi gradini neri, che riesco a salire solo perchè ad ogni passo pregusto la sensualità dei nostri incontri. E la dolcezza."

"La stanza è buia, da fuori arriva il rumore delle serrande dei negozi che si abbassano. Ancora pochi minuti e sentirò le chiavi nella serratura. Finalmente insieme."

"E se non mi volesse più? Magari si è già stufata..."

"Eccolo!  Sono qui fra le sue braccia e mi sembra di sognare. E' come se tutta la fatica dell'attesa non fosse mai esistita. Lo vedo ancora più intrigante. Si è messo la camicia ed il dopobarba che mi piacciono. Mi rimane il suo profumo sulla pelle, anche dopo, quando torna dalla sua famiglia."

"Mi intriga quando la sfioro, la sento fremere e mi sussurra nelle orecchie. Non so quanto durerà, ma per ora mi piace. Mi piace davvero. Sono felice come un ragazzino di 20 anni. E vorrei che non finisse mai"

"Stare con lui è sempre più coinvolgente, quasi una droga. Solo poche ore e poi sparirà per una intera settimana. Così è la "routine", di questa storia, ma ora è il nostro momento: siamo solo noi. Per poco tempo, ma solo noi."

venerdì 5 maggio 2017

VENT'ANNI

Ormai è certo: l'estate è finita, a malincuore decido che il momento del cambio armadio sia obbligatorio. Apro, tolgo, separo, metto a lavare, elimino. 
Mamma sarà soddisfatta del mio lavoro!

Poi arrivo al ripiano dei vestiti.
E' lì, lungo, nero e anche un po' sexy, o almeno, quando lo indosso mi fa sentire così.
Lo guardo, lo sfioro e mi sembra di essere di nuovo con l'estate fra i capelli e sulla pelle, quando le giornate sono lunghissime, ti sembra che tutto sia meraviglioso e che l'inverno e la tristezza non debbano mai tornare.

Riassaporo la sorpresa ed il piacere di una serata insolita, "quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora". La paura e la gioia che si mischiano, il desiderio che il tempo si fermi fra un sorriso, un bacio rubato, il sapore del caffè, la freschezza della giovinezza, che traspirare da tutti i pori della pelle. 20 anni e la vita davanti, piena di sogni ed aspettative.

Ripongo il vestito nell'anta che sarà la sua prigione per i prossimi mesi.
La gioia del ricordo mi fa compagnia.
Forse qualcosa di bello, ora, mi appartiene.

sabato 25 marzo 2017

Esami

Ieri sera, come ogni giorno da oltre 24 anni, sono andata a salutare ed augurare la buona notte. Il diligente studente stava ripassando, concentrato, e non mi ha risposto, o forse ha "grugnito" qualcosa. Qui, come sempre più spesso accade, non si parla, ma si risponde a monosillabi...ma va bene anche così, tanto non sono i miei desideri che riusciranno a modificare le situazioni.

Prima di addormentarmi ho rivissuto alcuni momenti del passato, dapprima solo flash che fanno riaffiorare delle sensazioni, ma poco dopo i ricordi ti prendono intensamente e sei li che rivivi le ansie e le emozioni di tanti anni prima.

La sera prima dell'esame orale di 5^ elementare: "Mamma, mi aiuti?" e così con il caldo dell'estate che si faceva sentire, noi due seduti per terra nella sua camera, a ripassare sino a tardi.

E poi quello di 3^ media: lui che veniva interrogato, mentre io attendevo fuori dalla classe, con un bel pacchettino di paste della pasticceria preferita. La gioia di vederlo uscire, raggiante perchè consapevole di aver dato il meglio di sè e raggiante perchè finalmente in vacanza!

E le imprecazioni di quando alla maturità fu estratta l'iniziale del suo cognome per il primo giorno degli orali? "Meglio così - gli dissi - ti togli subito il pensiero" e lui nervoso: "Tu non ti rendi conto!!".
Il giorno dell'esame uscì di casa così di fretta, da dimenticare due oggetti per lui importanti, così ecco arrivare un sms: "Per piacere prendi quelle due cose in camera mia e me le porti il prima possibile?". Mamma recupera, porta al destinatario e va via felice, solo per il fatto di essere stata utile e averlo sentito dire "GRAZIE!"

E 3 anni di università a Genova, letteralmente "volati", e conclusi con un bel bacio il giorno della Laurea triennale, in cui sprizzava gioia da tutti i pori della pelle. E noi con lui.

E adesso siamo qui, alla vigilia della Laurea Magistrale, inziata con un po' di disagio da parte di tutti, ma raggiunta con impegno e puntualità.
La vita è davvero come un soffio di vento o un battito d'ali.
Ma quanta gioia.

BRAVO MATTEO!!

 
 

MALEDETTA PRIMAVERA

Eccola che arriva, solare e beffarda. La desidero e aspetto come se fosse una bella donna. Si proprio così. Ne assaporo il profumo, i colori, la sensualità che mi inebria, mista alla ventata di gioventù ed euforia, le stesse sensazioni che mi regala la nascita di un nuovo amore. Un viso che mi sorride, un corpo caldo e morbido che si stringe a me, un respiro calmo e regolare, che mi rilascia endorfine. E come ogni nuovo amore, all'improvviso, quando meno me lo aspetto, mi volta le spalle e si burla di me. 
Mi sono svegliato con il sole e l'aria tiepida, che invitano ad uscire all'aperto per riassaporare la vita, ma lei, dispettosa, mi tradisce ed abbandona, dopo promesse non mantenute. Ora piove. Piove forte. Fortissimo. 
Così come piove dentro al mio cuore ed alla mia testa. 
Voglia di primavera. 
Gioia ed aspettative che non trovano riscontro nella mia realtà. 
Lei non mi ascolta, non mi guarda, non mi desidera, così come questa stagione che attendo da mesi, senza che mi dia un po' di soddisfazione, se non per pochi attimi, fugaci giornate di sole, fra interminabili di pioggia e scirocco, noiose e tutte uguali.
La pioggia continua a battere sui vetri.
E dopo questa maledetta primavera, è subito estate.

martedì 13 dicembre 2016

Record

Conquistare un record è una emozione unica, sensazionale, che ti proietta al settimo cielo. 
Già. 
Forse. 
Dipende dal record... e quest'anno ne sto conquistando uno davvero insolito per la sottoscritta: mancano solo 11 giorni al Natale e NON HO COMPERATO NEMMENO UN REGALO! 
WOW 

"Bè, cosa c'è di strano?" penseranno alcuni, ma per una che solitamente adora il Natale, trattasi di primato di tutto rispetto, davvero! C'è di che esserne orgogliosi. 

Trascorrono i giorni e la mia sfida continua....come andrà a finire? 
Cederò alla consueta ricerca dell'oggetto gradito per le persone a cui voglio bene, correndo all'ultimo minuto da un negozio all'altro del centro città, oppure mi lascerò cullare da questa accidia, che ormai mi accompagna da giorni e giorni?
Vedremo...

Intanto oggi ho vissuto un insolito momento di atmosfera natalizia.
Dopo essere uscita dall'ufficio, ho fatto la spesa al mercato, poi mi sono seduta, rigorosamente da sola, su una panchina in una delle vie più esclusive ed illuminate del centro. Circondata da clementini, mele e polpette, simil barbona, ascoltavo deliziose canzoni natalizie, provenienti dal bar alle mie spalle, dove avventori di vario tipo ed età, sorseggiavano drink e mangiucchiavano specialità siciliane. Sono stata li, a parlare al telefono con una persona cara, mentre lacrimoni silenziosi cavalcavano rughe del mio viso pallido, ma nonostante questo, sono riuscita per un attimo, ma solo uno, a sentirmi davvero serena. 

Anche questi sono record.

martedì 1 novembre 2016

Serata d'autunno

La casa è calda e accogliente. 
Si sente ancora quell'odore di buono e di nuovo, che di solito ti regalano le ristrutturazioni. 
Le abatjour illuminano due angoli opposti del soggiorno, dando all'ambiente quell'equilibrio che permette di leggere una rivista, senza sentirsi sopraffatti dalla luce. 
La TV "urla" tutto l'entusiasmo del commentatore sportivo, ovvero il volume è davvero TROPPO ALTO, d'altra parte è risaputo che invecchiando l'udito faccia un po' cilecca. 
Papà è sprofondato nella sua poltrona e segue la squadra di calcio del cuore, che quest'anno non ne vuol proprio sapere di dargli delle soddisfazioni. "Ma dai!! La porta vuotaaaa, cosa ha sbagliato!! LO FACEVO ANCHE IO QUEL GOAL AL SUO POSTO!! LO FACEVO ANCHE IO!!" insiste convinto e rammaricato. 
Mamma, avvolta nella sua vestaglia azzurra, è seduta sul divano e sfoglia la rivista, ogni tanto commentando questa o quella notizia. 
Io, inforcati gli occhiali sul naso, cerco di isolarmi, divorando le ultime pagine del libro, ma in realtà con la coda dell'occhio li osservo...quasi, quasi li spio, per fare scorta delle loro movenze, sospiri, espressioni, in una tranquilla serata d'autunno. Solo loro ed io, noi 3 per una giornata insieme, come se il tempo non fosse passato e si godessero la loro primogenita, ormai 50enne affermata. 
O forse sono proprio io che mi sto godendo loro per qualche ora. 
Eggià, belle sensazioni, da raccogliere e conservare.
Forse mi sto abituando...
- abituando ai miei primi occhiali, fatti a gennaio ma per 9 mesi ignorati in un cassetto, nonostante il discreto investimento economico e la vista sempre più calante; 

- abituando ai figli che diventano sempre più indipendenti e lontani, che viaggiano per le loro strade, ma non per questo meno presenti nella mia testa;
- abituando a considerare papà e mamma "non piu' giovanissimi"...ogni settimana un pò più noiosi ed acciaccati, ma sempre presenti, spiritosi ed attivi.

E così tra varie domande: "Ma Icardi cosa avra' scritto nel suo libro? Cosa avrà da raccontare alla sua giovane età?? Tutt'al più quanti gelati avrà mangiato!"; "La figlia di Kate e William è precisa alla bisnonna Elisabetta! Hai notato?"; "Sembra che giochiamo contro il REAL MADRID! NON LA SAMPDORIA!! Vergogna!" e poi uno sbadiglio, un goal mancato e un "Ahi che male!" questa serata sta volgendo al termine. 
Una bellissima serata d'autunno.